Il 25 Aprile di Milano c’eravamo anche noi attivisti per il clima. Tantissime le voci contro le guerre, contro il genocidio a Gaza, contro i potenti del mondo che scatenano caos geopolitici. Moltissime le bandiere della pace. E c’eravamo noi che abbiamo ricordato che fascismo e fossili vanno a braccetto e che i valori della pace e della democrazia passano anche attraverso le energie rinnovabili.
Dopo una lunga sosta di 2 ore sotto il sole per la contestazione alla Brigata Ebraica che provocatoriamente ha portato numerosissime bandiere israeliane, degli Stati Uniti, dell’Iran dello Scià e foto di Trump e Netanyahu, il corteo ha preso il via con centomila persone di tutte le età, anziani, giovani, famiglie con bambini.
La manifestazione ci ha dato nuovo slancio, rinnovato entusiasmo, la certezza che siamo in tanti!
La fiumana è arrivata in piazza Duomo: tanti visi felici di esserci, nonostante un decreto sicurezza che con la libertà ha poco a che fare, in piazza a far sentire la voce, antifascisti sempre più resistenti.
Il 25 aprile non è solo memoria: è scelta, è responsabilità, è coraggio. È il giorno in cui celebriamo la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista, grazie a chi ha avuto la forza di alzarsi e dire basta.
Oggi tocca a noi.
Viviamo un’altra forma di dipendenza: quella dai combustibili fossili, che alimentano una crisi climatica sempre più evidente e pericolosa che provoca le guerre per accaparrarsi le risorse. Non è una minaccia lontana: è qui, adesso, nei nostri territori, nelle nostre vite.
Come allora, anche oggi serve resistenza. Oggi come allora servono donne e uomini che non si rassegnano, che non aspettano e che agiscono.
Per questo il 25 aprile scendiamo in piazza insieme.
Per ricordare che la libertà non è mai conquistata una volta per tutte.
Per dire che non accettiamo un futuro compromesso.
Per chiedere giustizia climatica, sociale e ambientale.
Liberarsi ieri significava cacciare un oppressore.
Liberarsi oggi significa rompere con un sistema che distrugge il pianeta con forme di ingiustizia estrema — che la storia ci ha insegnato a chiamare genocidio.
Liberiamoci dai fossili.
Unisciti alla manifestazione, unisciti a noi in corteo!

